Feltri attacca il direttore di Avvenire: “Basta falsi moralisti contro il premier, Boffo è stato condannato per molestie”

 Il Giornale apre a tutta pagina con la denuncia di un “incidente sessuale” che sarebbe occorso al direttore di Avvenire Dino Boffo il quale – scrive Vittorio Feltri nell’ editoriale – “intimidiva la moglie dell’ uomo con il quale aveva una relazione”. Un “killeraggio allo stato puro”, ha reagito il direttore dell’ Avvenire (che con Famiglia Cristiana ha martellato in questi giorni sulle vicende osé che hanno coinvolto il premier) al quale il direttore del giornale ha ribattuto che si tratta di un “documento pubblico”.

Il caso ha messo in fibrillazione il mondo politico e reso rovente la linea Vaticano – Governo proprio alla vigilia del gran giorno, quello della Perdonanza celestiniana all’ Aquila dove tutto era pronto per l’ evento e per la cena che avrebbe visto allo stesso tavolo il premier Silvio Berlusconi e il segretario di Stato vaticano card. Tarcisio Bertone.

Un incontro molto atteso che gli osservatori politici avevano interpretato come una nuova riconciliazione dopo lo strappo della Lega con la chiesa sull’ immigrazione, e dopo le tante critiche rivolte al governo dai giornali vicini al Vaticano. Ma le agenzie hanno battuto una notizia che il mondo politico ha subito collegato alla bomba Boffo.

Anche Famiglia Cristiana contro la Gelmini

Famiglia Cristiana sempre più schierata con l’ala riformista del Paese, quella che pur essendo riformista non disdegna di cantare “Bella ciao”. E afonda il colpo contro il decreto Gelmini. “Studenti e professori hanno seri motivi per protestare – scrive il settimanale in un editoriale del prossimo numero in edicola -. E non per il voto in condotta o il grembiulino, ma per i tagli indiscriminati che ‘colpiscono il cuore pulsante di una nazione’. Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, si abbozza una farsa di dialogo”.

“Nel mirino – osserva la rivista diffusa in tutte le parrocchie italiane – hanno c’è una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura è roboante: ‘Riforma della scuola’; più prosaicamente ‘contenimento della spesa’, a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti”.

Il Vaticano: Famiglia Cristiana non esprime la nostra linea

Il Vaticano prende le distanze da Famiglia Cristiana e dai suoi scontri con il governo. A farsi portavoce della posizione della Santa Sede è padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, secondo cui il settimanale dei Paolini “è una testata importante della realtà cattolica, ma non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana”.

“Le sue posizioni – ha aggiunto Lombardi – sono responsabilità esclusiva della sua direzione”. L’ultimo duro intervento di Famiglia Cristiana contro le scelte dell’esecutivo è di ieri, quando è stato anticipato l’editoriale di Beppe Del Colle in cui si augura che “non sia vero il sospetto” che in Italia sta rinascendo il fascismo “sotto altre forme”. Un commento che ha scatenato la polemica.

Famiglia Cristiana, dal governo solo operazioni di immagine

Attenzione al ‘rischio guerra tra poveri’ nel ‘paese marciapiede’ con il ‘presidente spazzino’.
Così Famiglia Cristiana entra nel dibattito sulle misure di sicurezza, e non solo, varate dal governo Berlusconi, che hanno un impatto sulla vita sociale del paese.
Nell’editoriale del prossimo numero in edicola dal 13 agosto, di cui è stata data un’anticipazione, il settimanale dei Paolini parla dei militari in strada (‘neanche fossimo in Angola’), dei sindaci sceriffi (luci e ombre, ma bene decoro e lotta prostituzione), delle norme anti elemosina.
‘Il cardinal Martino ha posto un dubbio atroce: la proibizione dell’accattonaggio serve a nascondere la povertà del Paese e l’incapacita’ dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla ‘politica del rattoppo’, o a quella dei lustrini?
‘La verità – scrive Famiglia Cristiana – è che ‘il Paese da marciapiede’ i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del ‘Presidente spazzino’, l’inutile ‘gioco dei soldatini’ nelle citta’, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato)’. Un richiamo va anche al sindaco di Roma Alemanno per la vicenda ‘cassonetti’.

Impronte ai bimbi rom, Famiglia Cristiana: “Proposta razzista e indecente”

Il settimanale ‘Famiglia Cristiana’ boccia duramente la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sulla raccolta delle impronte digitali dei bambini rom.
“Alla prima prova d’esame – scrive Famiglia Cristiana nell’editoriale del nuovo numero – i ministri ‘cattolici’ del Governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell’uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e l’indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom”.
“Avremmo dato credito al ministro – sottolinea il giornale di ispirazione cattolica – se, assieme alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla”.
“Non stupisce, invece – continua Famiglia Cristiana – il silenzio della nuova presidente della Commissione per l’infanzia, Alessandra Mussolini (non era più adatta Luisa Santolini, ex presidente del Forum delle famiglie?), perché le schedature etniche e religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di Governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi nipotini?”.

Sconcerto nel PD per l’editoriale di Famiglia Cristiana

Sconcertano le parole di Famiglia Cristiana. In un editoriale il settimanale ha attaccato la linea del PD, sostenendo che avrebbe tradito le attese dei cattolici a favore dei radicali, paventando una scissione.
Un articolo ingeneroso subito contestato dagli stessi cattolici democratici a partire da Giuseppe Fioroni. Il coordinatore dell’organizzazione del PD giudica l’editoriale “ingiusto e troppo radicale. Noi stiamo lavorando per un nuovo modo di fare opposizione, confrontandoci su temi e progetti e su risposte alternative sui singoli problemi, basti pensare alla sicurezza o alla giustizia. Dobbiamo costruire un’alternativa a Berlusconi – aggiunge Fioroni – e sappiamo quanto sia indispensabile dimostrare una reale capacità di attrazione dell’elettorato moderato. Molti osservatori ci criticano con la stessa severità ma per ragioni opposte. Spesso dipingono un PD afflitto dall’insofferenza e dall’attivismo dei cattolici. La verità è che compete anche a noi, eredi della tradizione degasperiana, impegnarci per proporre le ‘idee ricostruttive’ di un nuovo riformismo democratico e solidarista attorno a cui coagulare la maggioranza del popolo italiano”.

Famiglia Cristiana: positiva la presenza dell’Unione di Centro, anche se…

 “La presenza nella competizione elettorale della formazione di ispirazione cristiana, nata dall’accordo fra l’Udc di Pier Ferdinando Casini e la Rosa bianca di Savino Pezzotta, costituisce un unicum perché essa è la sola ad avere una forte identità, a differenza delle altre che si caratterizzano per aver fuso, stemperandosi, grandi identità del passato come quella comunista e democristiana.

L’esperimento del Centro di ispirazione cristiana, di per sé, non è né nuovo né originale. Ci avevano già provato Martinazzoli con il suo Ppi nel 1994 e Sergio D’Antoni con Andreotti nel 2001. L’insuccesso era stato determinato dalla legge elettorale maggioritaria che non dava chance ad alcun tentativo isolato. Paradossalmente, il tanto vituperato “Porcellum” (che toglie ai cittadini il diritto di votare i propri candidati), introducendo il sistema proporzionale mitigato dagli sbarramenti, dà ora una possibilità al tentativo di Casini e Pezzotta. E, come si vede dai ripetuti attacchi di Berlusconi, inquieta soprattutto il Pdl, che invita a non votarli per non disperdere i voti.

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