Dl Sviluppo e spiagge

 Dalla Sardegna alla Puglia, dalla Toscana alla Sicilia il coro dei sindaci ”obiettori di coscienza” che hanno firmato l’appello di Legambiente per la difesa delle coste dal cemento. Villasimius, Maratea, Capalbio e le più note località turistiche italiane dicono no alla svendita delle spiagge ai privati.

Sono i sindaci di Capalbio, Maratea, Villasimius, Senigallia, Noto, Otranto, Ostuni, Pollica, Favignana, Isola Capo Rizzuto e Posada i primi firmatari dell’appello lanciato da Legambiente per impedire la ”svendita” del litorale prevista dall’articolo 3 del Dl sviluppo. Un decreto grazie al quale si profila la concessione delle spiagge per un tempo lunghissimo, consentendo anche di aggirare le normative di tutela per legalizzare le costruzioni abusive e aprendo le porte a nuove edificazioni nella fascia dei 300 metri dalla battigia.

Dl sviluppo, Legambiente: ”Un decreto Sottosviluppo.

 ”Piano casa e privatizzazione spiagge: un regalo senza precedenti a mafiosi, abusivi e speculatori”.

”Mai avremmo potuto immaginare di raggiungere un punto così in basso. Il Belpaese smembrato e devastato dal cemento, in mano alla criminalità e agli speculatori con l’avallo del Governo”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha commentato il testo del Dl sviluppo cui oggi ha dato il via il Consiglio dei Ministri. ”La deregulation totale introdotta con il nuovo Piano casa – ha continuato Cogliati Dezza – con l’autocertificazione per tutte le nuove costruzioni e col passaggio dalla Dia alla Scia e i vari premi in cubatura, condannano il nostro Paese alla devastazione e all’affermazione delle leggi tribali dove il più forte, in questo caso il più ricco e spregiudicato, vince su tutti e fa quel che vuole del patrimonio comune.

Ambiente, allarme trivelle a largo delle Isole Tremiti: riparte la protesta dei cittadini

 Sabato 7 maggio a Termoli ore 10: manifestazione nazionale contro nuove perforazioni in Adriatico. Legambiente aderisce: ”Stop alle ricerche nei mari italiani. Turismo e petrolio sono scelte inconciliabili”

Torna l’allarme trivelle nel mare italiano e tornano le proteste di chi crede che la vocazione dell’Italia sia il turismo e non la ricerca dell’oro nero, dopo il via libera del Ministero dell’Ambiente alle indagini sulla presenza di petrolio nei fondali del basso Adriatico, di fronte alle Isole Tremiti. Una scelta controversa che non trova consenso tra i cittadini che Sabato 7 maggio dalle ore 10 manifesteranno la loro contrarietà al progetto, nel Piazzale del Porto di Termoli, in Molise. Al loro fianco ci sarà anche Legambiente da sempre convinta della non convenienza di una simile scelta energetica per il Paese.

Nucleare: il governo fa retromarcia… a metà

Palazzo Chigi ha inserito nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus l’abrogazione di tutte le norme per la realizzazione degli impianti. Ma ci sarebbe il trucco. Secondo il WWF “si abrogano solo le disposizioni sottoposte a referendum ma non l’intero complesso di norme sul nucleare”. Un modo come un altro per depotenziare i referendum del 12 e 13 giugno. Stop al programma: inserita nella moratoria l’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di nuovi impianti. E potrebbe decadere il referendum.

Legambiente scrive a Berlusconi e Frattini a 25 anni dal disastro di Cernobyl

 ”Necessarie azioni di sostegno per le popolazioni vittime dell’incidente del 26 aprile 1986”

E nel weekend tante iniziative del Cigno per informare i cittadini sui rischi delle centrali e ”liberare l’Italia dal nucleare” col referendum del 12-13 giugno

A 25 anni dal disastro di Cernobyl e in pieno incubo Fukushima Legambiente scrive al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro degli Esteri Franco Frattini per manifestare la sua forte preoccupazione in merito alla forte contaminazione che ancora riguarda i territori investiti dalla fuoriuscita delle radiazioni della centrale ucraina e ai problemi sanitari delle popolazioni che vivono nelle aree colpite e sollecitare il governo italiano a farsi promotore ”presso i governi bielorusso, ucraino e russo, la Commissione Europea e il resto della comunità internazionale” di azioni di sostegno per le popolazioni vittime del disastro nucleare del 26 aprile 1986.

Nucleare, Comitato Associazioni: Romani idroelettrico smentisce Romani atomico

 Solo parole strumentali per nascondere la questione sotto il tappeto

”Oggi il Romani idroelettrico smonta tutte le argomentazioni usate dal Romani nuclearista e dal governo per sostenere il ritorno dell’Italia all’energia dell’atomo”. Sono le 70 associazioni del Comitato ‘Vota Sì’ per fermare il nucleare’ a denunciare la ”stridente contraddizione tra quanto il ministro afferma oggi e la necessità sostenuta ad oltranza, anche a costo di negare la gravità dell’incidente di Fukushima, di riportare il nucleare nel nostro Paese.

Energia. Fonti rinnovabili e costi in bolletta

 Legambiente: ”Basta bugie. Le fonti pulite incidono solo per il 5,5% e piacciono agli italiani”

‘2,5 euro al mese. Ecco quanto hanno pagato gli italiani per promuovere le ”vere” rinnovabili nel 2010. Una cifra che ha inciso sui costi totali solo per il 5,5% e che serve ad assicurare lo sviluppo delle fonti pulite, rinnovabili, tecnologicamente vantaggiose per il sistema Paese, per l’occupazione e per la salute degli italiani. Occorre partire da questi dati per affrontare coerentemente il tema dei costi delle nostre bollette energetiche”. Con queste parole Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha voluto oggi fare chiarezza nel bailamme delle dichiarazione inesatte e pretestuose che si stanno moltiplicando sui media sui costi dell’energia rinnovabile in Italia.

Nucleare, Comitato Associazioni: bene stress test, ma non illudiamoci

 Italia avanguardia nell’addio all’atomo, referendum per non tornare al passato

”Gli stress test sono una buona notizia, ma attenzione: no alle false illusioni”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ – commenta il sì europeo ai test sulla sicurezza delle centrali atomiche – Fare controlli è sempre positivo, ma il nucleare è imprevedibile, per usare le stesse parole che il premier giapponese usa oggi per descrivere la situazione a Fukushima. Non esistono centrali a prova di incidente. E non dimentichiamo che il terremoto è stata solo la causa indiretta dell’incidente ai reattori giapponesi: a far saltare i sistemi di sicurezza è stato il black-out elettrico. Un evento, insomma, tutt’altro che irripetibile”.

Nucleare: decisa moratoria di un anno

 Legambiente: ”Il governo fa il camaleonte, l’unica strategia è non andare alle urne con l’incubo del nucleare”

”Il governo vuole solo evitare che gli italiani vadano al voto con l’incubo del ritorno dell’atomo nel Paese. Lo stop di un anno e addirittura due anni per decidere la strategia significa, di fatto, rimandare ogni scelta non solo oltre le prossime elezioni amministrative ma anche oltre quelle politiche del 2013′. Il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza commenta i dodici mesi di moratoria e 24 mesi per l’elaborazione della strategia nucleare decisa oggi in Consiglio dei Ministri.

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