Dalla Sardegna alla Puglia, dalla Toscana alla Sicilia il coro dei sindaci ”obiettori di coscienza” che hanno firmato l’appello di Legambiente per la difesa delle coste dal cemento. Villasimius, Maratea, Capalbio e le più note località turistiche italiane dicono no alla svendita delle spiagge ai privati.
Sono i sindaci di Capalbio, Maratea, Villasimius, Senigallia, Noto, Otranto, Ostuni, Pollica, Favignana, Isola Capo Rizzuto e Posada i primi firmatari dell’appello lanciato da Legambiente per impedire la ”svendita” del litorale prevista dall’articolo 3 del Dl sviluppo. Un decreto grazie al quale si profila la concessione delle spiagge per un tempo lunghissimo, consentendo anche di aggirare le normative di tutela per legalizzare le costruzioni abusive e aprendo le porte a nuove edificazioni nella fascia dei 300 metri dalla battigia.