Bando “Premio Innovazione amica dell’ ambiente per il Sud”. Legambiente e Confindustria insieme per lo sviluppo sostenibile: un patto che premia le migliori realtà delle regioni meridionali

 Ecoedilizia, tecnologie verdi, turismo: la sfida della Green Economy parte dal Mezzogiorno

Innovare e fare impresa in modo responsabile e sostenibile; percepire l’ ambiente non come un limite ma come un valore e un’ opportunità di sviluppo sano ed equilibrato, nella prospettiva di un futuro migliore per il Sud d’ Italia. Con il Premio Innovazione amica dell’ ambiente, Legambiente e Comitato Mezzogiorno di Confindustria intendono raccogliere e mettere in rete le esperienze più significative in tal senso, per poi promuovere e valorizzare gli esempi migliori, le esperienze più avanzate e innovative che possono caratterizzare positivamente il mondo del lavoro nelle regioni del Sud Italia.

Il bando dell’ iniziativa che riguarda Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia è stato presentato a Bari dalla Vicepresidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno Cristiana Coppola, dal Vicepresidente nazionale di Legambiente Sebastiano Venneri, da Nicola De Bartolomeo, Presidente di Confindustria Puglia e Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche Onofrio Introna, Assessore all’ Ambiente della Regione Puglia e Antonello Antonicelli, Dirigente del Settore Ambiente della Regione Puglia.

“La Green economy – ha dichiarato Sebastiano Venneri – è il punto d’ incontro ideale per due realtà apparentemente lontane come Legambiente e Confindustria che invece, unite in una nuova alleanza, assumono l’ impegno di promuovere e valorizzare tutte le imprese del settore privato e pubblico impegnate nella diffusione di una cultura dell’ innovazione. Con il Premio Innovazione vogliamo scoprire e dare voce alle tante eccellenze del Mezzogiorno che possono, scommettendo su Ambiente e Innovazione, presentare un settore trainante per il resto del Paese”.

Economia. Allarme credito per la Confindustria italiana e quella tedesca. Conseguenze per investimenti e occupazione

 Siamo di fronte ad una stretta creditizia: le banche, preoccupate della solvibilità di coloro a cui prestano i soldi, concedono prestiti a condizioni più rigide, aumentando i tassi o chiedendo più garanzie. Ma la scarsa liquidità potrà avere conseguenze drammatiche per gli investimenti e l’ occupazione. Pertanto la Confindustria italiana e quella tedesca hanno deciso di portare la questione a livello comunitario, con una lettera congiunta al presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, e al primo ministro svedese, Fredrik Reinfeld, presidente di turno del Consiglio europeo.

Anche in questo caso, come nella battaglia sull’ ambiente, Italia e Germania si trovano a fianco, perché in entrambi i Paesi è ancora forte il peso del manifatturiero. Troppe aziende, in particolare le piccole, si sentono negare il prestito allo sportello. A monte di questa situazione, le regole di Basilea 2, entrate in vigore due anni fa. In particolare quel meccanismo di valutazione sul rischio patrimoniale delle banche basato su rating automatici, che di fatto, in un contesto di crisi, ha ridotto l’ offerta di finanziamenti.

“L’ accesso al credito sta diventando sempre più difficile, specie per le Pmi”, scrivono i due presidenti di Confindustria e Bundesverband der Deutschen Industrie (Bdi), Emma Marcegaglia e Hans Peter Keitel sollecitando la Ue a prendere urgentemente tutte le iniziative necessarie.

Le banche hanno inasprito la loro offerta di credito per una serie di motivi, ma vorremmo evidenziare, in particolare, i nocivi effetti dell’ Accordo di Basilea2 sui requisiti patrimoniali degli istituti di credito. Le regole sono strutturate in modo tale da determinare una restrizione dell’ offerta di credito in un contesto di crisi. Gli effetti prociclici dei requisiti di Basilea2 – precisano i presidente di Confindustria italiana e tedesca – sono stati ampiamente riconosciuti, ad esempio dal Rapporto De Larosie’ re e dalle conclusioni del Consiglio Ecofin del 7 luglio.

Il ritorno al nucleare è legge. Scajola: “Una svolta storica, aiuteremo il Paese a imboccare la via della ripresa”

 Approvato in Senato il disegno di legge sullo sviluppo (ora diventato legge) che ha un sottotitolo programmatico: “le grandi riforme per rilanciare l’ economia del Paese”. Dopo un iter laborioso durato quasi dieci mesi vengono dunque introdotte nuove norme in materia di energia, di rilancio del sistema imprenditoriale e di tutela del consumatore.

“È una legge storica, una serie di norme strategiche – dice il ministro Claudio Scajola – con cui passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che configureranno l’ Italia del futuro”.

La principale novità del pacchetto è la reintroduzione in Italia del nucleare. Secondo il ministro la sensibilità del Paese verso questo argomento è cambiata e “abbiamo avuto disponibilità a livello locale, da vari enti, ad accogliere centrali nucleari”.

Scajola ha aggiunto che saranno individuati i siti ideali per sicurezza e collocazione e su questa mappatura sarà il mercato a decidere con il consenso dei territori, che avranno dei vantaggi. Sarà un affare per l’ Italia e uno ancora più grosso per i territori. Occorreranno infatti sei mesi per disciplinare le modalità di localizzazione e le tipologie di impianti, di stoccaggio dei rifiuti e delle scorie, oltre alle misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate.

Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: “Bene le misure prese, ma ora servono risposte su aiuti fiscali e liberalizzazioni”

 Qualche segnale di miglioramento c’ è, ma la crisi globale non è ancora terminata e quindi non si deve abbassare la guardia. Anzi, il governo deve intraprendere la strada delle riforme. È questo il monito lanciato ieri dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, interpellata dai giornalisti al suo arrivo all’ assemblea annuale dell’ Unione Industriale Torino.

“Effettivamente qualche piccolo segnale c’ è, soprattutto in Cina. Qualcosa si intravvede negli Usa e qualcosa in termini di fiducia dei consumatori. Ma non bisogna abbassare la guardia. L’ emergenza non è affatto finita, ha detto, aggiungendo poi che oggi il vero tema è quello della capitalizzazione delle imprese. Anzi richiamo che soprattutto le pmi più piccole, fragili e meno capitalizzate possano chiudere, possano morire”. Si tratta, ha poi spiegato la presidente degli industriali, di circa un terzo del totale.

“Siamo ancora in emergenza ed è fondamentale stare vicino alle imprese. Dovremmo tutti lavorare per fare un grande fondo di investimento privato, ma anche con fondi pubblici, che investa nel capitale delle imprese e chiediamo anche che ci sia un aiuto fiscale a quegli imprenditori che decidono di aumentare il capitale delle loro imprese. La capitalizzazione – ha concluso Marcegaglia – è il vero tema, è fondamentale per sostenere le imprese”.

Maxiaccordo tra Banca Intesa e Confindustria. L’ istituto di credito mette a disposizione delle Pmi italiane 5 miliardi

 Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa – Sanpaolo, e Giuseppe Morandini, vicepresidente di Confindustria e presidente della piccola industria, firmano un accordo che mette a disposizione delle Pmi italiane un plafond da 5 miliardi di euro, consentendo a ciascuna di accedere a finanziamenti fino a 5 milioni.

In tempi di polemica continua sul ruolo del credito nel sostegno all’ economia, Passera sceglie così la strada più diretta per spiegare che il credit crunch riguarda solo una minoranza di aziende e per parlare direttamente alle imprese. Il numero uno di Intesa – Sanpaolo assicura che la massa di crediti concessi dal sistema bancario in Italia è ancora superiore a quella di un anno fa e che grazie al calo dei tassi le condizioni sono migliorate. A disposizione, poi, il suo gruppo ha 61 miliardi di fidi concessi e non ancora utilizzati, 30 miliardi di nuovi fidi disponibili se verranno richiesti, e la prospettiva nei prossimi tre anni di erogare 50 – 60 miliardi a medio – lungo termine.

Per quel che riguarda i 5 miliardi di mezzi oggetto dell’ accordo, serviranno a mantenere l’ afflusso di credito al sistema produttivo attraverso due canali. Il primo sarà costituito da “interventi sulla liquidità delle imprese, per permettere di superare la fase più difficile della crisi”, attraverso il sostegno al capitale circolante o il rinvio delle rate – ma solo per la quota capitale – di mutui e leasing di dodici mesi. Seconda strada, gli interventi di “rafforzamento patrimoniale”, con finanziamenti a medio e lungo termine che accompagnano anche lo sforzo dei soci che effettuano un aumento di capitale.

Pesa la congiuntura economica, ma pesano anche le regole che adesso si trasformano in catene. È il caso dei criteri di Basilea 2, che legano le concessioni di credito a una rating interno assegnato dagli istituti ai loro clienti. Ora, mette in guardia Passera, si evidenziano problemi da correggere. A partire dall’ aspetto prociclico di Basilea 2, che quando le cose vanno bene impedisce di mettere fieno in cascina e quando vanno male non consente di usare risorse.

Economia. L’ altra faccia della crisi economica. Le stime di Confindustria

 Il calo del prezzo del petrolio e la discesa dei tassi di interesse sui mutui immobiliari porterà alle famiglie italiane un risparmio di circa 3.500 euro nel 2009. È quanto stima il Centro studi di Confindustria nell’ ultimo rapporto sugli scenari economici. Nonostante il raddoppio del prezzo del greggio dai minimi toccati in marzo, in media quest’ anno il costo dell’ olio nero, sottolinea Viale dell’ Astronomia, sarà più basso rispetto al 2008, con il Brent in calo del 33%. I risparmi per le famiglie, calcola Confindustria, arriveranno a 13,4 miliardi di euro, pari, tra carburanti, gasolio per riscaldamento, elettricità e gas, a 546 euro per nucleo familiare.

In particolare i prezzi di benzina e diesel, ricorda il CsC, sono diminuiti con ritmi a due cifre: a gennaio, ad esempio, il calo è stato del 25,7% rispetto ai massimi di luglio 2008 (anche se poi i listini sono risaliti del 3,4% fino ad aprile). Le tariffe elettriche e del gas, che seguono il prezzo del Brent con un ritardo maggiore rispetto ai carburanti (circa sette mesi) e con meccanismi mitigati dall’ Autorità per l’ energia, sono diminuiti a partire da ottobre 2008 e il calo sta proseguendo ancora quest’ anno (-6,8% finora ma è prevedibile un ulteriore diminuzione a luglio).

Berlusconi ai giovani industriali: “La stampa dipinge Italia non vera. Contro di me un progetto eversivo”

 “Su quattro calunnie messe in fila, veline, minorenni, Mills e voli di stato, è stata fatta una campagna che è stata molto negativa per l’ immagine all’ estero». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo ha detto sottolineando che è stato “un comportamento colpevole, ed anche un comportamento eversivo”. Volevano far decadere il presidente del Consiglio per mettere un’ altra persona non eletta dagli italiani: se questa non è eversione ditemi cosa è?”.

Il premier, arrivando al convegno con i giovani imprenditori, ha scherzato con i fotografi e le telecamere che lo stavano fotografando, come è tradizione, con il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il presidente dei Giovani imprenditori Federica Guidi: “Prendete atto che sono l’ unico uomo e che queste due donne non sono minorenni”.

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